Blade Runner 2049: Oscar alla fotografia

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Sequenze genetiche e binarie, immagini digitali e luoghi reali. Passato e futuro. Sogni, ricordi, memoria individuale e collettiva. Padri e figli. Madri e figli. Creatori e creature, servili e ribelli, consapevoli e inconsapevoli. Questo e molto altro è Blade Runner 2049, cinema replicante che non cerca di clonare, ma che ripercorre filologicamente le strade già meravigliosamente battute da Scott e che aggiorna, espandendolo, questo universo immaginario e futuribile. Trentacinque anni dopo, lo scenario fantascientifico dickiano è ancora pulsante, fertile, abbacinante, imponente. Blade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotografica Blade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotografica

Il celebratissimo direttore della fotografia, Roger Deakins, 68 anni, nominato tredici volte all'Oscar senza aver mai vinto una sola statuetta, ha finalmente portato a casa l’Oscar per la Miglior fotografia nel film di Denis Villeneuve: Blade Runner 2049.

Deakins ha iniziato a lavorare negli anni Ottanta, occupandosi della fotografia di Orwell 1984 e Sid & Nancy. Poi ha lavorato con Martin Scorsese, Denis Villeneuve, Ron Howard, Sam Mendes e, spessissimo, con i fratelli Coen.

Blade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotograficaBlade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotograficaTra le rovine di una Las Vegas ormai dimenticata, la virtuosistica fotografia diretta da Roger Deakins fa sconfinare prepotentemente il film nei territori dell’arthouse. Toglie il fiato. Dà senso e rilievo agli spazi, in altezza, in larghezza e nella profondità, attraverso giochi di luci e ombre conferendo l’atmosfera a ogni straordinaria inquadratura.

La fotografia  è semplicemente sensazionale, accattivante, non ci sono altre parole per descriverla; da sola merita il prezzo pieno del biglietto nella migliore sala possibile, sulla poltrona più costosa e comoda con una valletta a portata di mano pronta ad offrire bibite e pop corn, così da godersi al meglio quel crescendo di maestria e genio che è il lavoro di uno dei più importanti cinematografi della storia del cinema, uno che con le luci e con le ombre sa fare qualsiasi cosa. Il film, d’altronde, si caratterizza per l’utilizzo intensivo di una fotografia «al neon».

Blade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotograficaBlade Runner 2049 - oscar miglior fotografia - enkster - kittesenk -cultura fotograficaAdam Epstein ha scritto su Quartz che «ogni inquadratura del film meriterebbe di stare in una galleria d’arte» e tanti critici hanno ammirato forme, luci e colori di ogni scena, definendo Roger Deakins sensazionale.

Approcciarsi ad un indiscusso capolavoro della fantascienza e della storia del cinema come Blade Runner impone necessariamente un lavoro sull’immaginario a cui esso è legato. Un compito arduo con cui Villeneuve e Deakins hanno dovuto fare i conti, viaggiando dunque sul doppio binario della continuità e dello scarto, recuperando i tempi dilatati e solenni del film di Scott, nonché le sue atmosfere malinconiche e dark, ma inserendoli in un contesto di bruciante attualità. Con una particolare attenzione al ruolo e alla diffusione dell’immagine nella contemporaneità.

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