Guido Harari: Laurie Anderson e Lou Reed

tumblr_o0n4ppj6ZL1so28u7o1_500.jpg

Un diesis e un bemolle. L'uno il controcampo dell'altra. Lui una chitarra distorta, lei un violino suadente. Lui un cantato crudo, ruvido e tagliente, lei una vocalità intensa e raffinata. Lui la poesia, lei il racconto. Lui cita Edgar Allan Poe, lei Walter Benjamin, ma entrambi non esisterebbero senza la Beat generation. Due eccezionali percorsi umani e artistici si incontrano e si stringono in un abbraccio intimo. Gli sguardi sono pacati, il sorriso è naturale, le rughe che solcano il volto di Lou Reed sono geroglifici che raccontano la storia del rock. Di fronte alla macchina fotografica nessuna posa da artisti eccentrici o severi intellettuali,nessuna invenzione che pretenda di stupire, ma solo la delicatezza molto privata di due volti che a vicenda si sostengono. A ritrarli dall'altra parte è Guido Harari, uno dei volti più amati dai protagonisti del mondo della musica, con il quale Laurie Anderson e Lou Reed hanno sviluppato nel tempo un rapporto speciale di amicizia e complicità creativa. Oltre a essere fotografo è critico musicale e negli anni '70 si inventa un lavoro specialistico freelance che fino ad allora non aveva precedenti in Italia. Ha appena 12 anni quando vede i Beatles in concerto a Milano e da lì la passione per la musica indicherà una strada da seguire. Non fotografa tutti ma solo quelli che sente vicini alla sua sensibilità e alle sue passioni musicali. E come non rimanere affascinati da due artisti che rappresentano facce diverse ma complementari dell'anima della New York underground?Lou Reed il poeta, il musicista dal suono denso, il provocatore, l'omosessuale, il bisessuale, l'eroinomane, il salutista. Laurie Anderson, la compositrice, la scrittrice, la fotografa, la regista, la ventriloqua, la maga dell'elettronica, la strumentista, la performer. Qui, semplicemente, un uomo e una donna di mezza età che si abbracciano.

Guido Harari on Photographers Books