Harris Mizrahi: Inside Out

Fotografie create con animo sincero, in bilico tra fantasia e realtà, nate tra picchi di alti e bassi, inerenti proprio al disturbo bipolare del fotografo.

"Fotografia e testo di Harris Mizrahi"

Ho iniziato a lavorare su "Inside Out" come scusa per scappare dalla mia vita. Combattevo la profonda depressione e la seducente mania del mio disturbo bipolare, cercavo di stare il più lontano possibile da casa, il più delle volte senza pensare di  farci ritorno.

A volte potrei rimanere in strada per un paio di giorni, a volte qualche settimana. Altre volte potevo percorrere centinaia di chilometri solo per tornare a casa lo stesso giorno. L'esaurimento emotivo, sia sano che no, era un ingrediente essenziale nella realizzazione di molte di queste fotografie.

I viaggi sono una forma di terapia in cui il mio stato di vulnerabilità e il mio desiderio di essere accettato, mi permettono di simpatizzare e fotografare le persone che incontro con onestà, empatia e un'intimità non tipicamente riconosciuta agli estranei. Quando fotografi estranei, vi è intrinsecamente un diffuso sospetto su entrambi i lati della fotocamera. Come fotografo, sto sollecitando la vulnerabilità dei miei soggetti e, in cambio, devo cedere apertamente la mia. Di conseguenza, mi è permesso entrare nelle case delle persone, condividere la loro cena e riposare una notte in un letto di ricambio.

Tuttavia, le fotografie presentano una dicotomia. Sebbene possano essere create con intenzioni oneste, non sono fatte, né sono destinate ad esserlo. Cavalcano una linea tra fantasia e realtà, senza mai cadere su entrambi i lati di quella linea. Il risultato finale è una storia di un luogo e di persone che non esistono veramente al di fuori di queste fotografie.

Harris Mizrahi ---> Inside Out